Correlazione Parametri Uve e NDVI

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Correlazione Parametri Uve e NDVI

Nel campo delle applicazioni delle mappe di vigore e i dati utili alla raccolta delle produzioni destano sicuramente interesse i nuovi studi che cercano una correlazione tra NDVI e indici di maturazione tecnologica e/o fenolica delle uve per la produzione di vini di qualità.

Mentre gli indici di maturazione tecnologica in cantina sono di facile misurazione grazie a rifrattometri per gli zuccheri, pHmetri e semplici titolazioni per l’acidità, la rapida acquisizione di parametri come il contenuto in antociani e/o tannini, è molto importante per una corretta individuazione della data di raccolta.
I metodi oggi in uso, a meno che non ci si voglia basare su una analisi organolettica della maturazione delle uve tramite il metodo dell’OIV, basato su un’analisi soggettiva, necessitano di strumentazioni e tempi diversi.

Generalmente per la misurazione dei polifenoli e degli antociani in fase di pre-raccolta si prende come riferimento il Metodo di Glories con successive modifiche (Di Stefano et al.) che presuppone per lo meno la disponibilità di uno spettrofotometro; altre soluzioni sempre con la stessa strumentazione introducono tecniche di criomacerazione per rendere più attendibile il dato di lettura delle densità ottiche in relazione ai valori di polifenoli ed antociani.

Pare evidente che oltre ad avere la disponibilità di un laboratorio attrezzato, i tempi di lettura dei parametri necessitano almeno di un giorno lavorativo: la pronta correlazione tra mappe NDVI e valori di antociani darebbe la possibilità di compiere scelte enologiche in tempi brevi.

E’ interessante, per questo, esaminare vari studi che stanno sorgendo con l’avvento dell’uso di droni e camere multispettrali e dati da satelliti in viticoltura con l’obiettivo proprio di cercare una correlazione fra immagini e dati analitici, come già avviene per monitorare lo stato di vigore della pianta.

Uno di questi in particolare, svolto nelle annate 2012 e 2013 in Sicilia in due importanti realtà vitivinicole, focalizza lo studio delle immagini da satellite (RapidEye) in relazione al contenuto di zuccheri (°Brix), misurato in cantina con un semplice rifrattometro, ed il contenuto di antociani (mg Kg-1), ottenuto con il metodo Di Stefano e Cravero.

Le immagini di RapidEye sono caratterizzate da 5 bande, tra il Blu (440-510 nm) il Rosso (630-685 nm) ed il NIR (760-850 nm), con una risoluzione spaziale pari a 5 m per pixel.
Considerando però che in genere i sesti di impianto hanno dimensioni caratteristiche pari a 2,5mt x 0,80 mt, una valida alternativa è utilizzare droni con camere Parrot Sequoia o MicaSense Red Edge, che hanno pressoché le stesse bande di acquisizione del Rapid Eye.

Generalmente, la vigoria della vite ed il contenuto in zuccheri negli acini in fase di maturazione sono inversamente proporzionali in quanto le foglie sono ancora in competizione con i grappoli nell’utilizzo degli zuccheri per la crescita; ma nelle ultime fasi di maturazione la minor efficienza fotosintetica, rilevabile dalle immagini da satellite, potenzialmente può indicare un positivo accumulo di zuccheri fondamentali per la raccolta.

Per quanto riguarda la correlazione fra NDVI ed antociani, nonostante quest’ultimi siano più sensibili a dati micro-climatici dipendenti dalla precipitazione e dallo sviluppo della chioma, è stato verificato un maggior indice di regressione lineare fra gli antociani e NDVI che tra quest’ultimo e gli zuccheri nella fase di post-invaiatura fino alla vendemmia, periodo cruciale per determinare il giusto momento di raccolta.
Nell’immagine sottostante vediamo, in fase di raccolta, la distribuzione spaziale di zuccheri (°Brix) a sinistra ed antociani (mg Kg-1) a destra.

antociani-zuccheri-ndvi Correlazione Parametri Uve e NDVI

Uno dei fattori limitanti il presente studio è che sono state considerate due annate particolari, con eccessi piovosi in un anno e forti stress idrici nell’altro, ma resta interessante rilevare che un miglior utilizzo delle immagini multispettrali, con bande più focalizzate all’indagine di studio, piuttosto che l’utilizzo di dati da satellite con risoluzioni minori e fenomeni di disturbo dovuti all’atmosfera, possono essere di concreto ausilio in fase di vendemmia ai fini di una ricerca costante di prodotti di alta qualità.

2018-03-08T14:37:43+00:00